corriere della sera

(Gazzetta di Parma, Patrizia Ginepri, venerdì 8 gennaio 2016 )


corriere della sera

(Corriere della sera, Gavino Ledda, domenica 20 dicembre 2015 )


Un giorno a Siligo

Nei luoghi di "padre padrone"
di Patrizia Ginepri

Gavino Ledda

Se parliamo ancora una volta di emozioni, vi posso assicurare che nei giorni scorsi a Siligo, paese in collina non lontano da Sassari, mille anime in un dedalo di viottoli abbarbicati, nonché terra di personaggi illustri, ho vissuto un momento di grande impatto emozionale, evocativo e commovente. L'appuntamento è alle 15, nella sala consiliare del Comune, dove è in programma un incontro tra lo scrittore Gavino Ledda e un gruppo di giovani guide turistiche, accompagnate dall'infaticabile amica Cristina Ricci, presidente di Acit, associazione culturale italo-tedesca di Olbia. Questi ragazzi, molto motivati, con alle spalle percorsi accademici diversi, sono a Siligo, in un soleggiata domenica di fine autunno, per incontrare un grande protagonista della letteratura italiana, autore del capolavoro “Padre Padrone”. Cristina mi invita come osservatrice esterna e all'ora stabilita ci troviamo tutti davanti al Comune. Puntuale il giovane sindaco Mario Sassu, apre le porte e Gavino Ledda, che abita a pochi passi di distanza, si presenta ai ragazzi. Saliamo al piano superiore; la stanza è spaziosa: tolta una parete, è formata da due ambienti contigui, uno ampio e un altro più raccolto, con una seconda porta. I ragazzi si siedono intorno al tavolo consiliare, mentre io scelgo una poltroncina in fondo, nell'ala aggiunta della sala. Ledda inizia a parlare, racconta la sua esperienza, ma soprattutto spiega l'immensa ricerca linguistica, dedicata alla parola pluripatente, a cui sta lavorando da oltre 40 anni. Affascina la sua indole indomita, la sua tenacia. Come ho già avuto modo di raccontare, lo scrittore si sta battendo per “salvare la casa di padre padrone” dove è nato: sta cercando, con l'aiuto di amici e sostenitori, di acquistare le quote dei fratelli e trasformare quelle mura in un laboratorio linguistico. Per questo è nata l'associazione Eurena che attraverso varie iniziative sta raccogliendo fondi a sostegno dell'iniziativa. Cristina Ricci, amica di Ledda da molti anni, è in prima linea e anch'io, che ho avuto il privilegio di conoscerlo e di diventarne amica, cerco per quanto sia possibile, di dare visibilità a un progetto nobile e affascinante. Per Ledda la lingua è l'inventario della natura e l'idioma convenzionale non è più attuale: occorre ricreare i vocaboli per esprimere più fedelmente i concetti e i sentimenti. In occasione del Natale verrà pubblicata online (in formato pdf) una fiaba che lo scrittore dedica a tutti i lettori come anticipazione/preparazione alla lettura della parola pluripatente. La donazione costituirà un ulteriore contributo per "salvare la casa di padre padrone (trovate tutto sul sito www.gavinoledda.it IBAN: IT80 W033 5901 6001 0000 0135 431). Ma torniamo all'incontro. Iniziano le domande e Ledda non si risparmia. Dialoga, incalza con veemenza e concede anche qualche sorriso. Poi, a un certo punto, fissando lo spazio dove sono seduta ad ascoltare, dice: "Un tempo qui c'era la scuola elementare. Vedete, ero laggiù quando mio padre entrò da quella porta per portarmi via, strappandomi dalla classe perché dovevo fare il pastore”. In quel momento un brivido mi ha attraversato la schiena. Ho guardato la porta, ho immaginato la scena ad occhi chiusi. Come si fa a non commuoversi.

(http://www.gazzettadiparma.it/,Patrizia Ginepri, lunedì 14 dicembre 2015 )


La cava sarà risanata Vinta la battaglia di Gavino Ledda

Siligo: sollievo per il progetto di bonifica di Monte Unturzu Saranno realizzati terrazzamenti sui quali piantare alberi
di Paoletta Farina

Gavino Ledda

SILIGO. Assemblea pubblica a Siligo per la presentazione dello studio di impatto ambientale del progetto di riapertura e bonifica della vecchia cava di sabbia di Monte Unturzu. In prima fila anche Gavino Ledda, l’autore di “Padre padrone” che si è sempre battuto contro l’attività estrattiva nei luoghi dove sono ambientate le sue opere. E le notizie arrivate dalla riunione hanno convinto lo scrittore che alle terre dove giocava da bambino e lavorava come pastore non saranno inflitte nuove e insanabili ferite. Il progetto illustrato alla presenza dei funzionari della Regione nel centro sociale intitolato a Maria Carta è della Sacit srl che dovrà operare su un terreno di tre ettari. La società si impegna, dietro fidejussone di 100mila euro, a riattivare la cava, ma contestualmente alla bonifica. In pratica si procederà per terrazzamenti: dopo l’estrazione, si passerà alla piantumazione, e solo dopo che i lavori di ripristino saranno conclusi nell’area di azione delle ruspe, si passerà alla zona successiva. In questo modo si sanerà non solo una bruttura che da trent’anni, dopo la dismissione della cava, mortificava il panorama, mettendola in sicurezza, ma si provvederà anche a mettere a regime le acque e a recuperarla sotto il profilo ambientale perchè ritorni nel patrimonio di tutti. La concessione, poi, avrà una durata di soli dieci anni ed è inoltre previsto che le sabbie estratte vengano utilizzate esclusivamente per il ripascimento di spiagge sarde. In passato, infatti, i preziosi silicati di Siligo varcavano il mare verso le fabbriche dei distretti della ceramica, Sassuolo in primo luogo. «È un buon risultato quello a cui puntiamo - afferma soddisfatto il sindaco di Siligo, Mario Sassu -. Con Gavino Ledda siamo d’accordo che dal nostro territorio si debba estrarre soprattutto cultura, tanto che con il consiglio comunale stamo valutando una modifica radicale del Piano urbanistico comunale riducendo in maniera drastica le aree dove era prevista attività di estrazione, soprattutto ai piedi di Monte Santo. E infatti anche Gavino, che guardava con sospetto a questa iniziativa, si è convinto che invece è un’occasione per restituire alla natura quello che le era stato tolto». L’assemblea che si è tenuta avant’ieri, lunedì 16, era stata aperta a tutti perché anche i cittadini potessero presentare le loro osservazioni e fornire suggerimenti, da acquisire agli atti del Savi, il servizio regionale, per la valutazione di impatto ambientale. Gavino Ledda conferma: «Sì, alla riunione pubblica sono andato terrorizzato all’idea che ci fosse in vista un nuovo saccheggio dei luoghi della memoria di tanti di noi - dice lo scrittore -. E sono arrivato pronto a battermi perché non fosse consumato l’ennesimo scempio. Per decenni le cave hanno provocato povertà, con proposte meschine da parte degli industriali di far arricchire i pastori dalla vendita dei loro terreni da utilizzare ai fini dell’estrazione. Ora, per fortuna, non sembra che sarà così. E se la cava verrà sanata, anche se non si ritornerà mai al passato, almeno la natura potrà reagire e dove c’erano quei solchi bianchi qualche pianta riuscirà ad attechire». «Nel 2005 - ricorda Gavino Ledda - mi battei con tutte le forze perché l’avidità di pochi non deturpasse il paesaggio che appartiene a tutti. Allora era in pericolo Monte Santo, dove, voglio ricordare, si trova la falda acquifera più grande di tutta la Sardegna. Scavare la montagna avrebbe messo in pericolo tutto il sistema idrogeologico della zona. E non possiamo permettercelo».

(http://lanuovasardegna.gelocal.it,Paoletta Farina, giovedì 19 novembre 2015 )


La casa di Gavino Ledda a Sililgo: raccolta di contributi

Obiettivo: valorizzare l’antica abitazione al centro del paese

Casa Gavino Ledda
Gavino Ledda nella casa dei genitori

SILIGO. Associazionelettoridigavinoledda.it: non è solamente la piattaforma di lancio sul web per consentire la raccolta di donazioni e contributi tesi a valorizzare l’antica abitazione nel centro di Siligo. Almeno nelle intenzioni dello scrittore, quell’altare di cultura che Ledda ha ribattezzato Eurèna-Europa sarà l’editrice di se stessa. E così forse pubblicherà già prima della fine dell’anno una strenna di Natale rappresentata da una fiaba scritta dallo stesso autore di Padre padrone.
Tra gli obiettivi del sodalizio appena costituito, c’è poi la volontà di celebrare la natura e la terra. «Assieme ai lettori è stato inoltre costituito un comitato ristretto – spiega ancora Gavino Ledda – Ne fanno parte, oltre a me che lo presiedo, il vicepresidente Walter Giuliano, giornalista torinese, l’insegnante di Atri Pompea Mocciola, lo scultore solidale Sergio Milani, di Vignate, e il giornalista cagliaritano Sergio Naitza».
(Nella foto di Aimone Sechi, lo scrittore in una posa ispirata sul letto matrimoniale nella casa dei genitori nella quale ha visto la luce il 30 dicembre del 1938).

 

(http://lanuovasardegna.gelocal.it, mercoledì 18 novembre 2015 )